domenica 6 marzo 2016

Il Palazzo dei Giureconsulti di Milano



Colui che volle la costruzione del Palazzo dei Giureconsulti fu Giovanni Angelo Medici di Marignano, nato a Milano nel 1499 da una famiglia con una lontana parentela coi Medici di Lombardia, a loro volta imparentati coi Medici di Firenze.
Figlio di un esattore delle imposte e prestatore di denaro, da parte di madre proveniva da una famiglia di notai. Diventato insigne giurista prima a Milano e poi a Roma, grazie al matrimonio del fratello con una principessa Orsini Giovanni Angelo Medici riuscì a "scalare" la Curia Romana sino a diventare Cardinale. Infine divenne Papa Pio IV nel 1559.
Nel 1562 volle far costruire un palazzo a Milano ove accogliere il "Collegio dei Nobili Dottori", ossia tutte quelle persone che si occupavano della gestione della città.

In giallo il Palazzo dei Giureconsulti in Piazza dei Mercanti, la freccia rossa indica la Porta della Pescheria Vecchia. Tutto attorno le vie prendevano nome dagli artigiani e mercanti che occupavano i vicini isolati: fustagnari, armorari, spadari, farine, orefici, pennacchiari, pescheria.


Venne scelta l'area più importante della città, dove si trovava il Palazzo della Regione, e dove si trovava il centro del potere mercantile di Milano.
Si demolirono quindi il preesistente Palazzo dei Notai e la Torre di Napo Torriani venne inglobata e la sua campana era chiamata Zavataria in onore del podestà Zavatario della Strada che ne aveva fatto dono alla città. La campana annunciava il coprifuoco, il divampare di incendi, e l'esecuzione dei condannati a morte.


Primo progetto del Seregni con alla sinistra il nuovo Palazzo dei Giureconsulti, alla destra gli edifici del Palazzo dei Notai e in mezzo la Torre di Napo Torriani, 1560 circa

In alto pianta del nuovo palazzo progettato dal Seregni, in basso pianta del Palazzo dei Notai, 1560 circa

Primo progetto del Seregni

Progetto definitivo

Il nuovo edificio delimitava interamente uno dei quattro lati di piazza dei Mercanti, al cui centro ancor oggi si trova il Palazzo della Ragione, creando così la Piazza dei Mercanti.
L'incarico per il nuovo palazzo fu affidato all'architetto Vincenzo Seregni che iniziò i lavori nel 1562.
In epoca rinascimentale il palazzo aveva ospitato il Collegio dei Nobili Dottori, istituto che formava le figure amministrative dello Stato quali senatori, giudici e capitani di giustizia. 



A partire dall'Ottocento, è stato sede della prima Borsa Valori, del Telegrafo, della Banca Popolare di Milano e infine della Camera di commercio, che nel 1911 acquistò l'intero edificio e da allora ne è proprietaria. Pesantemente danneggiato dai bombardamenti della II Guerra Mondiale è stato ristrutturato nel nei primi anni '50 e poi ancora negli anni '80.
L'edificio aveva una piccola propaggine che andava a chiudere l'angolo orientale della piazza, unendosi agli edifici preesistenti lungo l'attuale via Mengoni.




Quasi sull'angolo si apriva una delle sei porte che permettevano l'accesso a Piazza dei Mercanti; le sei porte erano chiamate: Porta Nuova o Ferrea, ancora esistente e riconoscibile nel passaggio di Santa Margherita Porta di San Michele al Gallo o Vercellina, anch'essa esistente e corrisponde all'attuale passaggio delle Scuole Palatine, aperto su via Orefici, la Porta del Podestà era il varco per il sestiere di Porta Romana, sul fianco orientale della piazza, la Porta Ticinese, che pare non venisse mai aperta, la Porta Cumana o del Cordusio comunicava col sestiere di Porta Comasina, oggi Porta Garibaldi e infine la Porta dei Pesci o della Pescheria o di Sant'Ambrogio era il voltone che comunicava col sestiere di Porta Orientale (oggi Porta Venezia), si chiamava così in quanto si trovava in corrispondenza della contrada della Pescheria Vecchia e metteva in comunicazione Piazza Mercanti verso Piazza del Duomo. Questa porta caratteristica è stata ripresa in diversi dipinti e in alcune rare foto di metà '800. Venne demolita intorno al 1870 per l'apertura di via Mercanti e la nuova monumentale sistemazione di Piazza del Duomo che avrebbe portato alla demolizione del Portico del Figini, del Rebecchino e alla realizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II°, ai Portici Settentrionali e Meridionali, a Palazzo Carminati e a Palazzo Haas.




Piazza dei Mercanti con pozzo e porta della pescheria vecchia, 1852
da Milano illustrato

del conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana





Il Palazzo dei Giureconsulti e la via Mercanti tra il 1870 e il 1880 circa.


                                      




Il Palazzo dei Giureconsulti da L'Arte in Milano di Giuseppe Mongeri, 1872

sabato 5 marzo 2016

L'omicidio irrisolto del tassista in via Bonfadini nel dicembre 1951

L'omicidio del tassista Piero Spadoni avvenne lungo una traversa senza nome di via Bonfadini, oggi via Sordello tra Morsenchio e Santa Giulia, nella notte del 10 dicembre 1951.
Uomo mite e benvoluto, oltre i sessant'anni, Spadoni fu giustiziato con un colpo alla nuca dal passeggero che aveva a bordo e aveva caricato in Porta Romana; gli vennero sottratte poche migliaia di Lire, lasciandone altrettante dentro l'auto.
Vennero arrestati quattro pregiudicati rintracciati a Genova, poi assolti, nel frattempo un collega dello Spadoni tracciò un identikit abbastanza preciso dell'assassino e infine venne accusato un conoscente di famiglia dalla sua stessa madre, poi rivelatasi completamente pazza e rinchiusa in manicomio.
Dopo cinque anni dall'omicidio gli inquirenti chiusero ogni indagine e l'assassino rimase sconosciuto.