martedì 22 novembre 2016

L'Ospedale degli Infettivi di Derganino



Percorrendo oggi viale Jenner o via Livigno o via Guerzoni, si nota un alto muro di cinta oltre il quale vi sono degli edifici abbandonati ricoperti da fitta vegetazione.

Si tratta di quel che resta dell'Ospedale Agostino Bassi, più comunemente chiamato Ospedale degli Infettivi e dai milanesi "il Derganino".





Nel 1893, dopo una gravissima epidemia di vaiolo, venne deciso di costruire un nuovo ospedale in aperta campagna per rinchiudere e curare lontano dalla città gli ammalati di gravi malattie contagiose. Si sperava di fermare il contagio e che l'aria più salubre contribuisse a guarire i pazienti. Sino ad allora gli infettivi erano ricoverati alla Rotonda di via Besana.








Si scelse un'area chiamata la Vigna di Dergano oltre che per l'isolamento anche per la presenza della Roggia di Dergano e soprattutto perchè in quell'area i venti soffiano da nord molto raramente. Furono realizzate 6 grandi palazzine ciascuna isolata dalle altre e autosufficiente e dedicata a singole malattie: vaiolo, morbillo, difterite, scarlattina, tifo e l'ultima per i malati di malattie non riconosciute.

Ogni palazzina era isolata dalle altre tramite muri di cinta e recinzioni. Vi erano poi vari edifici di servizio e, affacciato su viale Jenner, ed esistente ancor oggi e utilizzato dalla Regione Lombardia, lo stabilimento di disinfezione con le ciminiere collegate ai forni di incenerimento, agli essiccatoi; vi erano anche delle vasche per la disinfezione chimica e stufe a vapore per la sterilizzazione.





La direzione dell'ospedale era invece nei locali di Villa Hanau, costruita come villa di campagna dall'omonima famiglia di industriali, venne acquistata dal Comune nel 1891 che la inserì nel perimetro dell'ospedale.

Venne inaugurato il 13 gennaio 1896 con un costo di 610.000 Lire dell'epoca e ampliato nel 1930 su progetto dell’architetto Giovanni Giachi. Gli spostamenti interni erano affidati ad una piccola ferrovia a scartamento ridotto di tipo Deucaville. In 83 anni l’ex Bassi, chiamato anche Derganino, ha ospitato 168.911 pazienti con poco più di 6.000 decessi. Nel 1948 venne ricoverato l’ultimo ammalato di vaiolo.

Le misure profilattiche scattarono subito e in tre giorni venne vaccinato tutto il personale, i degenti, i dipendenti e anche chi abitava vicino. L’ospedale rimase chiuso per due settimane e chi vi era dentro fu confinato in quarantena.

Nel 1975 la Regione fuse insieme il Bassi e l'Ospedale di Vialba, nel 1979 "il Derganino" chiuse definitivamente.

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